Intervista

La 81° edizione della Festa degli Asparagi è stata l’occasione per il fare il punto su alcuni temi amministrativi dopo circa 3 anni di mandato. Di seguito l’intervista.

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Sindaco Maiarelli, siamo nel 2017 e Tavagnacco oggi è tante cose, ma certamente non un Comune propriamente agricolo, eppure ha saputo mantenere nel tempo la valorizzazione del suo asparago bianco. Un bel primato, non crede?

Negli ultimi decenni il Comune di Tavagnacco ha avuto diversi sindaci e diversi amministratori, ma nessuno di questi hai mai voluto stravolgere le caratteristiche del territorio. Quello che si è sempre cercato di fare è stato accompagnare le dinamiche ed i cambiamenti sociali ed economici, cogliendo opportunità importanti, creando le condizioni per elevare la qualità della vita ma cercando sempre di valorizzare ed esaltare le peculiarità di cui il nostro territorio è ricchissimo. La cultura dell’asparago è una di queste e se oggi continua ad essere un elemento di valore e di qualità, ciò lo si deve anche a chi ha fatto di tutto per raccontarne le qualità ed i benefici.

Un territorio in evoluzione, anche dal punto di vista istituzionale: a che punto siamo con le UTI?

Le UTI sono diventate occasione di scontro politico e di ricerca di visibilità per molti, mentre invece credo avrebbero dovuto rappresentare un’opportunità per garantire maggiore efficienza ed offrire migliori servizi a cittadini ed imprese. Per noi il percorso è avviato, naturalmente con tutte le difficoltà conseguenti ai cambiamenti che sta comportando. Abbiamo scelto di non omologarci in modelli predefiniti, ma di scegliere a seconda del servizio da gestire (polizia locale, tributi, servizi finanziari, suap ed attività economiche, pianificazione sovracomunale) modelli organizzativi differenti in modo tale da garantire maggiore efficienza sulle gestioni di area vasta e maggiore presidio del territorio per quelle funzioni che necessitano di vicinanza alle persone ed alle imprese.

Lo sforzo sarà rilevante e il raggiungimento degli obiettivi dipenderà prevalentemente dalla forza di noi amministratori e dalla volontà dei dipendenti comunali, che desidero ringraziare per l’impegno, nell’affrontare le nuove sfide che si troveranno di fronte.

Quali cambiamenti si prospettano con i rapporti con la città capoluogo di Udine? E con gli altri Comuni vicini?

Io sono decisamente contrario alla fusione dei Comuni (a parte per quelli di piccolissime dimensioni) perchè credo che ciò indebolirebbe la storia, l’identità e le peculiarità di un territorio. Allo stesso tempo però sono convinto che per alcune funzioni ed attività l’autosufficienza non sia più la risposta. Oggi ci troviamo di fronte a delle sfide, diverse rispetto a quelle di qualche anno fa, che hanno bisogno di essere affrontate su dimensioni extracomunali. Tavagnacco è un Comune forte che ha bisogno di confrontarsi con la città su temi come lo sviluppo economico, la pianificazione, la mobilità, l’ambiente e l’energia, ma al tempo stesso sono fermamente convinto che Udine non possa prescindere dal ruolo che Tavagnacco ha assunto e sta assumento da diversi decenni. Con gli altri Comuni la collaborazione è continua ed a dimostrazione del fatto che noi amministratori guardiamo al bene dei territori, questa avviene a prescindere dai colori politici delle amministrazioni stesse. Lo facciamo per ragioni diverse: necessità, economia, efficienza o strategia.

Quali sono le novità in cantiere per i cittadini di Tavagnacco?

La prima metà del mandato è servita per chiudere buona parte delle opere avviate negli anni passati e condizionate dal patto di stabilità e dalle conseguenze che ha determinato. In questi mesi abbiamo dato grande rilievo alla sicurezza sismica dei plessi scolastici e delle palestre. Prossimamente saranno avviati i cantieri che riguarderanno l’efficienza energetica della scuola primaria di Tavagnacco e della scuola secondaria di Feletto, interessata anche da interventi di adeguamento sismico. Nel giro di poche settimane vedrà il via il cantiere per la ristrutturazione dell’auditorium comunale mentra subito dopo l’estate dovrebbe vedere la luce il Centro di Assistenza Primaria posto al piano terra del complesso dell’Abitare Possibile nella piazza di Feletto. La nuova biblioteca comunale è diventata in pochissimo tempo il centro della vita culturale del territorio ed essa dovrà relazionarsi con i servizi e le attività che vorremmo insediare nell’ex scuola di infanzia di villa Tinin.

Per accrescere sempre più le opportunità da offrire alla comunità è in fase di elaborazione il project financing che porterà ad una crescita nell’offerta di servizi attorno alla piscina comunale grazie agli investimenti privati.

Continueremo a pensare alla strada Tresemane che ancora oggi rappresenta uno degli assi commerciali più importanti della nostra Regione. Per ripensare alla sua identità e renderla sempre più attrattiva è in fase di definizione un bando di idee che abbiamo voluto realizzare assieme agli altri Comuni dell’asse.

Insomma i progetti sono numerosi e tutti finalizzati ad accrescere la competitività e l’attrazione del nostro territorio.

Come legge l’attuale situazione politica, crede che ci sia una disaffezione da parte della gente? Di cosa ci sarebbe bisogno per una maggiore partecipazione?

Chiunque sia un po’ attento a ciò che sta accadendo si renderà conto della frattura che si è creata tra i cittadini e chi li rappresenta. Naturalmente le ragioni sono tantissime; per quello che è il mio modo di pensare credo che le cause maggiori derivino dal fatto che si sono quasi del tutto persi i valori positivi del fare politica o del gestire il bene pubblico che sono la passione, la creatività, l’etica e lo svolgere la propria funzione in maniera disinteressata.

Al tempo stesso però è del tutto evidente quanto siano aumentate le conflittualità tra le persone spesso in conseguenza del fatto che a determinati problemi viene dato un peso superiore a quello effettivo. In poche parole mi sembra si sia perso il senso della misura. Stiamo vivendo un momento in cui le persone preferiscono delegare piuttosto che partecipare, cosa che invece renderebbe migliori e più ricche le nostre comunità.

 … lei dice più socializzazione, vogliamo parlare del fenomeno “Quelli della Notte”?

E’ un vero e proprio fenomeno che secondo la mia opinione va molto oltre le apparenze. Se 400 persone decidono di uscire di casa la sera, con il freddo, vincendo pigrizia e stanchezza vuol dire che ciò che li accomuna non può essere soltanto la ricerca del benessere fisico. Credo che i cittadini mettano in evidenza necessità e desideri ben prima che questi giungano all’amministratore di turno. E’ chiaro come oggi subiamo la crisi dei modelli associativi organizzati, siano essi partiti politici che associazioni operanti sui territori, spesso anche per l’incapacità di alcuni di questi di cogliere i cambiamenti e proporre innovazione. Credo che la gente non sia diventata improvvisamente solitaria o egoista, ma semplicemente cerchi dei momenti di socializzazione e confronto in base ai propri tempi e necessità. C’è un profondo desiderio di condividere esperienze e passioni e posso assicurare che il fenomeno di “Quelli della Notte” risponde perfettamente a questa esigenza.

 Un augurio al Comune di Tavagnacco e uno alla Pro Loco…

L’augurio che mi sento di fare al Comune di Tavagnacco è che mantenga le sue capacità di essere dinamico, innovativo e rapido nel cogliere le sfide che si troverà di fronte continuamente. Il tutto senza perdere la sua straordinaria coesione sociale.

Alla Pro Loco di Tavagnacco auguro di mantenere quel profondo radicamento sul territorio che li ha fatti crescere, ma anche di guardare avanti come hanno saputo fare coloro che per tanti anni, anche quelli più difficili, hanno saputo valorizzare e far crescere la Festa degli Asparagi.