In arrivo il segretario personale del Sindaco

Quante volte si parla dei costi della politica?
Quante volte condanniamo chi affida incarichi ad altri per cose che potrebbe tranquillamente fare da sé?
In fondo succede al sud oppure nelle grandi città, mai in Friuli. E invece…
E invece scopriamo che nonostante la crisi legate alla mancanza di personale che sta attanagliando tutti i Comuni della Regione, il Comune di Tavagnacco ha fatto una scelta in controtendenza. 
Invece di avviare i concorsi per rimpolpare gli uffici comunali, proseguendo l’iter avviato con la precedente Amministrazione, il sindaco Lirutti, con l’avvallo della sua giunta, ha dato il via libera all’assunzione di un capo di gabinetto, di fatto un segretario personale del primo cittadino.
Una scelta irresponsabile ed incomprensibile pensata solo per sgravare il suo lavoro e quello degli assessori con nessun beneficio per il resto dei dipendenti e tantomeno per i cittadini.
Ma veramente per tenere l’agenda di sindaco e assessori e fare da tramite tra giunta e uffici (il Comune è dotato di un segretario comunale) era necessario assumere una persona quando con quei soldi si poteva dare risposta a quegli uffici
ormai depotenziati da pensionamenti e fughe in Regione? 
Dopo il 7° assessore, il portaborse… Quale la prossima sorpresa?

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Pronti per ricominciare

Ed eccoci pronti per cominciare. 
Saremo un’opposizione attenta, rigorosa e costruttiva (il primo assaggio lo abbiamo dato ieri sera). 
Verificheremo l’attuazione del programma dell’amministrazione ma punteremo a far accogliere e condividere anche le nostre proposte. 
Rispetteremo il ruolo di chi dovrà prendere le decisioni ma al tempo stesso non accetteremo che venga sminuito o deriso il ruolo dell’opposizione. 
Buon lavoro a noi.

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Se il buongiorno si vede dal mattino

Ci sono almeno 3 buone ragioni per affermare che le prime mosse del neo-sindaco siano un pessimo inizio:
1) E’ cresciuto il numero di assessori (da 6 a 7) di cui uno esterno (con maggiori costi), al solo fine di soddisfare i tanti “appetiti” delle diverse forze politiche;

2) E’ stato nominato un assessore esterno contraddicendo in maniera clamorosa ciò che veniva affermato in campagna elettorale e cioè che la sua squadra avesse tutte le competenze per gestire il Comune.
A questo punto delle due l’una: o le competenze non c’erano e ha dunque mentito ai cittadini oppure tale scelta è conseguenza di un accordo pre-elettorale che prevedeva di ripagare Progetto FVG con un assessorato a prescindere dal risultato elettorale, il che sarebbe altrettanto grave;

3) In pochissimi giorni e con un solo atto si è capito che non esiste più, o forse non è mai esistito, il sindaco “civico”. Purtroppo è già evidente il suo essere sotto tutela di quei partiti politici, in primo luogo Lega e Progetto FVG, premiati dell’elettorato con 2 consiglieri e da lui con 2 assessori i quali naturalmente, con buona pace di chi in questi mesi lo ha negato, condizioneranno le attività amministrative e più in generale il suo mandato.

Oggi per cominciare a soddisfare i diversi “appetiti” sono state aumentate le sedie a disposizione. Domani?

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Presentazione dei candidati

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La settimana scorsa abbiamo presentato alla cittadinanza i 60 candidati delle 3 liste a sostegno della mia candidatura a sindaco. Una bellissima serata con tanto entusiasmo e tanta partecipazione, segno che ciò che abbiamo realizzato e ciò che proponiamo nel nostro programma rispecchiano le aspettative e i bisogni dei cittadini.
Ripartiremo dal modello di buona amministrazione che ha garantito benessere e qualità della vita, impegnandoci nei prossimi 5 anni a farlo crescere ancora, ascoltando e guardando gli interesse della collettività.

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Prima i cittadini (per noi ma non per altri)

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Abbiamo amministrato per 15 anni insieme alla lista “Intesa per Tavagnacco”.
Da sindaco, in questi ultimi 5 anni ho garantito la totale libertà a tutti gli assessori (Moreno Lirutti, Ornella Comuzzo, Giulia Del Fabbro e Paolo Abramo); assieme abbiamo condiviso, e votato, tutto ciò che abbiamo discusso in giunta ed in consiglio comunale, dimostrando una grande comunanza di valori.
Ci siamo confrontati con l’opposizione (Vivere Tavagnacco) che ha dimostrato di avere una visione del territorio e della comunità profondamente diversa dalla nostra.
Oggi però apprendiamo, con incredibile stupore, che la lista “Intesa per Tavagnacco” (maggioranza) e la lista “Vivere Tavagnacco” (minoranza) sigleranno un’alleanza per le prossime elezioni comunali.
Quello che una volta era volgarmente chiamato “inciucio” o “ribaltone” oggi viene elegantemente definito “convergenza sui contenuti amministrativi”.
Com’è possibile se per 5 anni la minoranza si è sempre opposta alle nostre scelte?
Un amore primaverile determinato da cosa e da chi?
Dal punto di vista amministrativo provo una profonda rabbia; da quello umano tanta amarezza e delusione verso coloro che hanno condiviso con noi questi 5 anni.
Ora staremo a vedere come questo incredibile salto verrà giustificato ai cittadini visto che sarà difficile per loro non ammettere che anche questa volta (a Tavagnacco non era ancora accaduto) la peggiore politica ci ha messo lo zampino.
Io e le liste che mi sostengono ci presenteremo ai cittadini a testa alta, orgogliosi di ciò che abbiamo fatto e di quello che saremo capaci di proporre all’intera comunità di Tavagnacco, ascoltando e mettendoci sempre la faccia.
Perché per noi vengono prima i cittadini.

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Intervista al Messaggero Veneto/7

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Il futuro:

Per i prossimi 5 anni ci proponiamo di coniugare 2 aspetti fondamentali: il pragmatismo dell’amministratore e ciò che dovrebbe fare la politica con la P maiuscola e cioè guardare lontano.
Riporteremo al centro dei processi decisionali la partecipazione dei cittadini quale strumento di confronto e condivisione dei progetti, ma anche individuando forme strutturate come potrebbe essere la “Consulta delle frazioni”.
Guarderemo all’economia favorendo l’insediabilità di nuove aziende, in particolar modo quelle del digitale, puntando al turismo slow che può rappresentare una nuova ed importante risorsa per il territorio, senza dimenticare il commercio che resta la spina dorsale del nostro sistema economico.
Pensiamo ad un modello dei servizi sociali meno rigido, ancor più inclusivo e capace di creare relazioni tra le diverse generazioni.
Continueremo a dare peso e valore alla cultura convinti però che essa non debba essere soltanto valorizzazione del territorio e delle sue identità, ma anche strumento di promozione e crescita economica. Immaginiamo l’area centrale di Feletto come una ”Piazza dei saperi” dove scuola, biblioteca, teatro e spazi dell’ex asilo di Villa Tinin possano offrire opportunità alle diverse fasce d’età.
Più in generale punteremo a servizi sempre più mirati e personalizzati che possano qualificare le singole frazioni che, per diversità e qualità, sono la vera ricchezza del territorio.

Martedì scorso ci siamo trovati per guardarci negli occhi e dare il via a questo percorso e, in una sala gremita, ho respirato un entusiasmo ed una voglia di partecipare che non vedevo da tempo.
Il mio compito sarà quello di trasformare tutto ciò in energia positiva per il territorio, facendo parlare le persone, creando momenti di confronto, permettendo a ciascuno di mettere il proprio piccolo ma importante tassello nel disegno della propria comunità.

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Intervista al Messaggero Veneto/6

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Giunta:

Ho lasciato totale libertà a tutti gli assessori anche quando certi progetti non mi entusiasmavano ma credo che questa scelta sia stata una ricchezza.
Forse talvolta avrei desiderato un po’ più di coraggio ed una maggiore capacità di andare oltre a certe consuetudini rompendo schemi e progetti consolidati nel tempo, ma da rivedere al fine di rispondere alle mutate esigenze della comunità.
Sono mancati infine, da parte di qualcuno, quei processi partecipativi che io, quando ho rivestito il ruolo di assessore, ho utilizzato ogni qualvolta fosse necessario condividere delle scelte.

Minoranza:

La minoranza a parte rarissime eccezioni si è più concentrata sugli aspetti formali che sulle vere esigenze del territorio e dei suoi cittadini.
Spesso ha attaccato a testa bassa, per ragioni politiche, quasi sempre sbagliando l’obiettivo delle proprie critiche e senza proposte.
Sulle UTI hanno avuto un atteggiamento demagogico allineandosi alle posizioni della destra regionale e la dimostrazione sta nel fatto che quando è stata istituita la commissione consiliare non sono stati in grado di offrire nè contributi e nemmeno proposte.

(continua…)

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Intervista al Messaggero Veneto/4

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L’UTI:

L’UTI ha avuto luci e ombre ma ha portato un grande dispendio di energie e risorse nel metterle in piedi prima e nello smontarle poi.
Alcuni servizi hanno funzionato, altri sicuramente meno. C’è il rammarico per aver avviato per la prima volta progetti di visione sovraccomunale che però la modifica della legge e la volontà di Udine di chiudersi su sè stessa hanno definitivamente cancellato.
Tra le cose positive ci sono i molti finanziamenti garantiti dai patti UTI-Regione che a noi hanno portato risorse per il teatro, rotatorie, piste ciclabili, area Binutti e tanto altro.

La strada Tresemane:

L’arteria commerciale è ancor’oggi una grande risorsa a livello regionale.
Le 3 rotatorie realizzate hanno fluidificato la viabilità e l’Amministrazione Comunale è stata sempre molto attiva nel favorire progettualità e dialogo con gli operatori economici che ci auguriamo possano presto trovare una forma giuridica che gli permetta di operare assieme e diventare interlocutore unico dell’amministrazione pubblica.

(continua…)

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Intervista al Messaggero Veneto/3

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Rimpianti:

Sicuramente il patto di stabilità ha rallentato l’attuazione di alcune opere pubbliche e solo negli ultimi 2 anni queste hanno avuto un’accelerazione.
I rimpianti maggiori riguardano però la mancata apertura della struttura dell’Abitare Possibile ed il ritardo del project-financing della piscina con la speranza comunque che la gara possa essere avviata entro la fine della legislatura.
C’è poi il rammarico di non essere riusciti, per motivi esclusivamente burocratici, a dare attuazione al Regolamento che avrebbe permesso ai cittadini di gestire i beni comuni, uno dei primi atti approvati dal Consiglio Comunale.
Infine il fatto che la Regione non abbia mai dato il via al nuovo sistema di trasporto pubblico (causa ricorsi) che avrebbe garantito nuovi servizi a quelle parti del territorio che li attendono da anni.

Altre opere non completate:

Il teatro non siamo riusciti a completarlo ma l’intervento è stato particolarmente invasivo ed il cantiere è partito circa un anno e mezzo fa.
Altre opere sono già avviate, in gara o progettate e rappresentano un’eredità importante per la futura amministrazione: il parco eco-dinamico di Branco, la rotatoria di via San Daniele, la pista ciclabile di via Reana, la messa in sicurezza dell’alveo del Cormor. Confidiamo inoltre di riuscire ad avviare, entro maggio, l’iter per la ricostruzione della scuola di infanzia di Tavagnacco.

(continua…)

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