Intervista al Messaggero Veneto/3

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Rimpianti:

Sicuramente il patto di stabilità ha rallentato l’attuazione di alcune opere pubbliche e solo negli ultimi 2 anni queste hanno avuto un’accelerazione.
I rimpianti maggiori riguardano però la mancata apertura della struttura dell’Abitare Possibile ed il ritardo del project-financing della piscina con la speranza comunque che la gara possa essere avviata entro la fine della legislatura.
C’è poi il rammarico di non essere riusciti, per motivi esclusivamente burocratici, a dare attuazione al Regolamento che avrebbe permesso ai cittadini di gestire i beni comuni, uno dei primi atti approvati dal Consiglio Comunale.
Infine il fatto che la Regione non abbia mai dato il via al nuovo sistema di trasporto pubblico (causa ricorsi) che avrebbe garantito nuovi servizi a quelle parti del territorio che li attendono da anni.

Altre opere non completate:

Il teatro non siamo riusciti a completarlo ma l’intervento è stato particolarmente invasivo ed il cantiere è partito circa un anno e mezzo fa.
Altre opere sono già avviate, in gara o progettate e rappresentano un’eredità importante per la futura amministrazione: il parco eco-dinamico di Branco, la rotatoria di via San Daniele, la pista ciclabile di via Reana, la messa in sicurezza dell’alveo del Cormor. Confidiamo inoltre di riuscire ad avviare, entro maggio, l’iter per la ricostruzione della scuola di infanzia di Tavagnacco.

(continua…)

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