I perché di un SI’

yes-by-lindsay-garrett

Non ho a cuore il destino politico di Renzi, di Salvini, di Di Maio, di D’Alema o di nessun altro e trovo deprimente tanto il clima da guerra civile che si è scatenato attorno al referendum, quanto l’atteggiamento tipicamente italico di votare per un tema avendone in mente altri. Ma quel giorno, nonostante i dubbi, voterò SI’.

VOTERO’ SI’ perché nonostante questa riforma non sia perfetta, la riforma perfetta sta solo nella testa di chi, in tutti questi anni, ha avuto la possibilità di scriverla e proporla ma non l’ha mai fatto.

VOTERO’ SI’ perché se qualcuno vuole mandare a casa Renzi lo potrà fare con il voto alle elezioni politiche e non sfruttando un referendum che parla d’altro.

VOTERO’ SI’ perché l’autonomia della nostra Regione ne uscirebbe rafforzata.

VOTERO’ SI’ perché nella ragioni di alcuni dei quali voteranno NO, c’è una preoccupante nostalgia del passato (le Province piuttosto che sistemi elettorali proporzionali).

VOTERO SI’ perché il bicameralismo perfetto è nato in un periodo storico lontanissimo, è unico in Europa e fino ad un anno fa era il male anche per chi oggi lo difende.

VOTERO’ SI’ soprattutto perché la vittoria del NO sarebbe un segnale deleterio e lascerebbe intendere che questo Paese è destinato a non cambiare mai, perché eternamente bloccato da qualcuno interessato a mantenere lo status quo. E questo non lo potrei proprio accettare.

Vai a: “E’ successo (testi e foto) 2016

3 pensieri su “I perché di un SI’

  1. Voterò NO perché rivoglio avere la possibilità di eleggere chi voglio, anche al senato. Voterò NO perché se eleggo TIZIO per raporrsrntarmi in un contesto comunale o regionale, lo ritengo conoscitore della realtà locale, piccola o più grande che sia è in grado di plasmarla per il meglio, ma non lo voglio proiettato in un contesto nazionale a discutere di cose per le quali non ha ricevuto il mio mandato. Voto NO perché il governo Renzi mi ha deluso e de questa è una possibilità per mandarlo a casa voglio sfruttarla ( tanto non succederà perche anche lui ha dimostrato di essere attaccato alla poltrona e sopratutto ha dimostrato di rimanere attaccato a logiche partitiche che solo in apparenza voleva rompere )

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  2. Sul fatto di poter scegliere chi si vuole votare, sfondi una porta aperta, ma purtroppo già oggi questo non è possibile. Il problema è capire se oggi il Senato è veramente utile così com’è. Io personalmente credo di no. Non sono entusiasta, temo soltanto che il NO possa essere un segnale politico che andrebbe al di là delle dimissioni di Renzi (che mi ha parzialmente deluso) e segnare una restaurazione dalla quale difficilmente ne usciremmo. Io spero che Renzi, in caso di sconfitta del SI’ il 5 dicembre si dimetta e poi?

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    • Caro Gianluca, se io voto te come mio sindaco e perché ti ritengo capace di fare bene il tuo lavoro in ambito locale e guidare il mio comune al meglio. Questo non vuol dire che tu potenzialmente non sia in grado di andare a Roma, anzi, ma certo nel fare le due cose contemporaneamente rischieresti di perdere la necessaria concentrazione in tutte e due le sedi. Il caso della Serracchiani è lampante al riguardo. Se Renzi non si dimette darà un segnale pessimo agli italiani, di continuità coi giochicchi di sempre. Poi andremo a votare, speriamo, con una legge fortemente voluta da questo governo, ma che purtroppo non rappresenta una pluralità di forze ma solo l’ennesima dimostrazione che il potere è sempre da una parte sola

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