Una replica doverosa

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Da Sindaco ho sempre evitato polemiche perché rispetto il dovere di critica e comprendo le difficoltà di chi svolge il ruolo di consigliere di minoranza.
A volte però una replica è doverosa.
Il consigliere Fabris ha dimostrato, in questi ultimi mesi, una morbosa ossessione verso la riorganizzazione degli uffici comunali, fingendo di non vedere come in tutti gli enti locali i dipendenti stiano vivendo un momento di difficoltà dovuto a svariati motivi: una “fuga” verso lidi migliori, con maggiori indennità e minori rapporti con il cittadino; una legislazione che per semplificare e prevenire la corruzione, rende sempre più confusa ed incerta l’applicazione delle norme; le sempre maggiori responsabilità; l’incertezza legata all’avvio delle UTI.
Dalla metà del 2014, sono 5 i dipendenti non più in servizio presso il nostro comune. Di questi, ad oggi, soltanto 2 sono stati sostituiti con bandi di mobilità, in un organico complessivo che è ben al di sotto di quelli di tantissimi altri enti e che, per i noti limiti di spesa, non è possibile ampliare.
Individuare nello spostamento di un unico dipendente dall’ufficio lavori pubblici all’ufficio mobilità, i problemi della struttura amministrativa non solo è del tutto fuorviante ed ingannevole ma sminuisce il ruolo di chi, a fronte di problemi reali, opera al meglio al servizio di cittadini ed imprese.
Il consigliere Fabris sa bene che l’ufficio mobilità è nato per rispondere a quelle piccole ma rilevanti richieste che i cittadini sollecitano e che l’ufficio lavori pubblici non riesce più a garantire come priorità in quanto oberato da interventi di maggiori dimensioni quali auditorium, biblioteca, scuola materna, car-sharing, riqualificazione energetica e verifiche sismiche dei plessi scolastici e tanto altro ancora.
L’ufficio, che ha autonomia di spesa soltanto da quest’estate, non sta seguendo la realizzazione delle porte urbane (progetto che l’ufficio lavori pubblici ha riavviato dopo anni di blocco dovuti al patto di stabilità) ma bensì il rifacimento di parte della segnaletica orizzontale, piccoli interventi (via Dalmazia, via Molin Nuovo, via Canova) al fine di garantire sicurezza, in particolar modo alle utenze deboli ed ha accentrato in sè il rilascio di autorizzazioni che fino a poco tempo erano divise tra 2 uffici con evidenti allungamenti dei tempi.
La critica sulla “Centrale unica di committenza” invece, non saprei se definirla una svista oppure un clamoroso autogol.
Il consigliere Fabris sa che oggi per svolgere determinate gare per servizi ed opere pubbliche, la cosiddetta CUC è obbligatoria e questa deve attuarsi in convenzione tra Comuni.
Ciò che è accaduto, e che in effetti sta creando un ulteriore appesantimento su alcuni uffici, è esattamente lo scenario che si sarebbe realizzato sull’intera struttura comunale se avessimo fatto nostra la sua idea di realizzare una UTI a “ciambella” e cioè senza il Comune di Udine e con Tavagnacco capofila.
Oggi, così com’è per la CUC, saremmo stati costretti infatti a dover mettere a disposizione il nostro personale al servizio degli altri territori per tutte le funzioni previste nell’UTI.
E’ questo ciò che prefigurava Fabris?
Nelle ultime settimane il consigliere ci ha fatto sapere, attraverso la stampa, ed in modo del tutto legittimo, tutto ciò che non funziona: la riorganizzazione degli uffici comunali, il nuovo centro anziani, la nuova scuola materna, la ristrutturazione dell’auditorium.
Ma proprio in questa divergenza sta la differenza tra la maggioranza ed il consigliere Fabris: tra chi pensa che le strutture degli uffici comunali debbano cambiare con l’evolversi dei problemi e chi no; tra chi ritiene che l’opportunità di avere nel centro di Feletto un Centro di Assistenza Primaria valga un leggero dilatarsi dei tempi e chi no; tra chi pensa che avere a disposizione un edificio ora vuoto (ex scuola materna) sia una straordinaria opportunità per riempirla di contenuti e servizi e chi no; tra chi ritiene fondamentale mantenere l’auditorium nel centro del paese e chi no (senza tra l’altro indicare dove avrebbe voluto ricostruirlo).
Su questi argomenti la distanza tra noi ed il consigliere Fabris è notevole ma non dispero che su temi altrettanto importanti quali per esempio le funzioni da inserire nell’ex scuola materna, piuttosto che le soluzioni da adottare per la viabilità del centro di Feletto in previsione dell’apertura del C.A.P., saprà darci degli spunti propositivi che saremo felici di discutere assieme.
Noi sbagliamo perché chiunque cerchi di fare qualcosa ogni tanto sbaglia; però facciamo di tutto affinché i problemi diventino un’opportunità, i cambiamenti vengano accompagnati, le idee rendano più ricchi i luoghi, ma soprattutto non ci si fermi mai perché l’immobilismo è la sconfitta di un territorio e della sua comunità.

Vai a: “E’ successo (testi e foto) 2016

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