Cosa ci lascia la storia di Guido e Antonella?

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Il loro non è un caso isolato ma è la storia che purtroppo accomuna tante persone e famiglie che, per le ragioni più disparate, dalla vita non hanno avuto la fortuna di molti.
Ma la vicenda di Antonella e Guido è la classica storia che mette in luce il meglio ed il peggio di noi.
Il meglio è il lavoro straordinario che assistenti sociali e personale dell’Amministrazione pubblica (lo Stato come lo ha definito qualcuno) ha svolto in queste settimane. Lavoro svolto con la riservatezza e la professionalità che li contraddistingue ma anche con la consapevolezza che mai, e dico mai, abbiamo lasciato e mai lasceremo nessuno per strada, a meno che questa non sia la sua volontà.
Così è stato anche questa volta.
Le assistenti sociali hanno lavorato con tenacia e caparbietà per dare una risposta alle condizioni drammatiche di Antonella e Guido. Forse quella trovata non era la soluzione perfetta e sicuramente non la definitiva, ma certamente un’opportunità per uscire da quella tenda in attesa di costruire un percorso di vita che ridesse loro speranza e fiducia.
Hanno scelto (legittimamente e credo con difficoltà) di non accettare la proposta ma di continuare a vivere in quella tenda. A noi non è restato che accettare la loro volontà nella speranza che una soluzione chiudesse questa fase drammatica della loro vita. Per fortuna così è stato e di questo bisogna ringraziare chi ha voluto offrire loro una nuova opportunità.
Ma questa vicenda ha messo anche in luce il peggio di noi e questo lo si è visto nei commenti ai post pubblicati, in particolare da Telefriuli e il Diario di Udine.
Commenti volgari, qualunquisti, razzisti e arroganti.
Commenti scritti senza conoscere nulla della vicenda nella convinzione che nessuno si stesse muovendo perchè impegnato a sintonizzare meglio il wifi dei profughi.
Commenti che sottolineavano la fortuna dei profughi (in alberghi a 4 stelle) rispetto alla sfortuna dei friulani (costretti in tenda ed abbandonati dallo Stato).
Commenti che lasciavano perfino immaginare che dormire in una ex caserma sarebbe stato meglio di qualunque altra soluzione prospettata dall’Amministrazione pubblica (lo Stato appunto).
E no cari qualunquisti, razzisti e arroganti, lo Stato c’era (nella veste del Comune e dell’Ambito assistenziale) e c’era grazie a queste meravigliose persone che sono le assistenti sociali ed i dipendenti dei servizi sociali che ogni giorno cercano e trovano soluzioni ad Antonella e Guido ed ai tanti altri che come loro hanno avuto una vita complicata od una fase della vita difficile.
Per loro non basta un enorme grazie.
Quello che ci lascia la storia di Antonella e Guido è che se è vero che le opinioni delle persone possono essere molto diverse, solo in queste drammatiche situazioni emerge in maniera netta la differenza tra il meglio ed il peggio.

Vai a: “E’ successo (testi e foto) 2016

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