Gli occhi del territorio

E’ triste che un’Amministrazione Comunale debba ricorrere ad un sistema di videosorveglianza per cercare di prevenire azioni di vandalismo.

E’ triste che anche in una comunità sana e civile come la nostra si stia lentamente annacquando il più elementare senso civico.

E’ triste che tutto ciò che è pubblico, e quindi patrimonio collettivo, per qualcuno diventi di nessuno.
Negli ultimi anni, i tanti vandalismi perpetrati ai danni del patrimonio comunale, ma anche di quello privato (di famiglie ed aziende) ci ha portato ad attuare un progetto di videosorveglianza, concordato con le forze dell’ordine, in grado di monitorare i principali punti del territorio.
Un progetto nato un paio di anni fa ma che ha dovuto superare i problemi di finanziamento, del patto di stabilità, delle certificazioni tecniche! Ora finalmente è cominciata la posa dei primi 12 impianti.
Si tratta soltanto di una prima fase che quando sarà completata vedrà la posa di oltre 30 “occhi” sulle strade, parchi e vie d’accesso del territorio.
Un intervento di cui avremmo fatto volentieri a meno ma che invece oggi risulta indispensabile per cercare di dare il nostro contributo (questo è ciò che l’Amministrazione Comunale può fare) alle forze dell’ordine quotidianamente impegnate a presidiare il territorio. Cercare di garantire sicurezza e vivibilità alla comunità è per noi prioritario così come presidiare quei beni comuni che in questi anni sono stati realizzati grazie alle Amministrazioni ma con i contributi economici della collettività. Ogni anno vengono danneggiati i giochi dei parchi e imbrattati i muri delle scuole e per cercare di porre rimedio siamo costretti a rinunciare a nuovi investimenti.
Con questo progetto accresceremo il nostro contributo alla sicurezza della collettività.

Vai a: “E’ successo (testi e foto) 2014

Un pensiero su “Gli occhi del territorio

  1. Tutto ciò è figlio dei tempi in cui viviamo e l’installazione di queste telecamere devono essere viste proprio come un ulteriore contributo all serenità e alla sicurezza del cittadino piuttosto che un onere economico di cui si poteva fare volentieri a meno. Chi ti parla già aveva sollecitato questa cosa sia attraverso i canali istituzionali, sia attraverso contributi alle discussioni emerse nei seminari patrocinati nei mesi scorsi dal comune.
    Permettimi una nota personale: spero che nella dislocazione sul territorio comunale degli occhi elettronici, oltre a salvaguardare luoghi sensibili e a servizio della collettività si pensi anche a zone un po’ periferiche e non troppo centralizzate, dove sopratutto alla sera diventano discariche a cielo aperto, metà di incontri equivoci e luogo ideale dove vedere e nascondere di tutto. Sto parlando della mia via Trento, dove abito.
    Grazie Roby

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