Lettera ad un cittadino

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Su “il Gazzettino” di oggi un cittadino di Tavagnacco, che spesso esterna la sua opinione sui quotidiani locali (indossando ogni volta un “cappello” differente) interviene in qualità di rappresentante di classe sulla questione dei “buoni pasto scolastici”. Lo fa con la solita foga di chi vorrebbe stupire ma nel farlo incappa in una serie di strafalcioni che mettono in dubbio la sua capacità di svolgere correttamente il suo ruolo.

Protesta vibratamente contro l’aumento del costo dei buoni pasto, richiede una maggiore qualità del cibo offerto ai ragazzi, pretende un più accurato controllo sulla qualità. Nella veemenza della disapprovazione riesce perfino a dimostrare (a modo suo) che il costo totale di un pasto raggiunga i 10 euro suggerendo alle famiglie di portare i ragazzi a pranzo in una delle trattorie con menù a prezzo fisso nelle vicinanze delle scuole. Nel fare tutto ciò dimostra totale ignoranza del tema, cosa assolutamente grave, visto il ruolo ricoperto e quindi il fatto di parlare a nome e per conto di tante altre famiglie.

Caro cittadino e rappresentante dei genitori, vediamo di fare chiarezza: un pasto costa oggi al Comune 5,41 euro ed ogni famiglia concorre al costo del pasto per una cifra che va da un minimo di € 2,70 (in questo caso la quota a carico del Comune sarà di € 2,71) ad un massimo di € 4,20 (€ 1,21 a carico del Comune). Il pasto, biologico, è di qualità ed a certificarlo ci sono gli esiti dei questionari che regolarmente vengono proposti alle famiglie. La qualità è controllata da una “commissione mensa” della quale fanno parte anche i rappresentanti dei genitori. Se non si dovesse fidare delle loro scelte non le resta che farsi nominare all’interno della commissione e controllare personalmente.

Abbiamo introdotti degli scaglioni ISEE per permettere alle tante famiglie in difficoltà di poter continuare ad accedere al servizio ad un prezzo ancora molto basso, e perché questo sarà il criterio che nei prossimi anni tutte le amministrazioni comunali introdurranno per erogare i servizi principali. Non va dimenticato tra l’altro che la cifra richiesta alle famiglie di € 3,00 a pasto (sempre € 5,41 il costo per il Comune) era stata introdotta nel settembre 2003 (ben 11 anni fa!) e mai modificata.

Caro cittadino e rappresentante dei genitori, questo è lo stato delle cose. Io non credo che nelle trattorie prossime alla scuola si possa trovare un pranzo completo, biologico, controllato e di qualità ad un prezzo compreso tra i 2,70 ed i 4,20 euro. Se dovessi sbagliarmi, non esiti ad indicarci quella meravigliosa trattoria e le prometto che provvederemo a cambiare il servizio.

Per il resto le chiedo di controllare le informazioni prima di farsi paladino di qualcuno. Noi abbiamo dimostrato in questi anni di avere a cuore gli interessi dei ragazzi e delle famiglie. Si potrà fare di meglio? Assolutamente sì e grazie al contributo di quelle tante persone che ogni giorno sono portatori, con correttezza e nell’interesse collettivo, di idee e proposte al fine di migliorare la qualità dei servizi.

Vai a: “E’ successo (testi e foto) 2014

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